Didattica e ambienti di apprendimento per l’integrazione scolastica

Referenti per l’integrazione presso gli Uffici di Ambito Territoriale – MAPPA

Come l’improbabile governa la scuola

L’espressione Bisogni Educativi Speciali (BES) è entrata nel vasto uso in Italia dopo l’emanazione della Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012, “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica“. L’utilizzo dell’acronimo BES, nella citata Direttiva, indicava una vasta area di alunni per i quali il principio della personalizzazione dell’insegnamento, sancito dalla Legge 28 marzo 2003, n. 53, va applicato con particolari accentuazioni in quanto a peculiarità, intensività e durata delle modificazioni.

Con nota del 17 maggio 2018, prot.1143, l’Amministrazione Centrale ha inteso fornire indirizzi, in continuità con il processo di innovazione avviato con la Legge 13 luglio 2015, n.107, ri-partendo dall’autonomia delle istituzioni scolastiche quale “fondamento per il successo formativo di ognuno”. La nota indica alle scuole l’opportunità di avviare una riflessione per promuovere la ricerca e la sperimentazione didattica in chiave di ambienti di apprendimento, adottando a questi fini metodologie flessibili, collegiali, non incentrate sulla parcellizzazione, ma sulla unitarietà di intenti, andando “oltre le etichette, senza la necessità di avere alcuna classificazione ‘con BES’”.

Nelle sezioni del menu sono stati raccolti materiali e documentazioni, sia prodotti dall’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna sia da enti esterni, che possono fornire un supporto in vista dell’inclusione e del successo formativo di ognuno.